I ragazzi sono stati divisi in squadre sotto la guida degli educatori capi scout, che hanno avuto il compito di rassicurare, spronare, coinvolgere i partecipanti nelle attività proposte: i ragazzi aquilani hanno dovuto affrontare molte sfide, semplici solo in apparenza. Dopo mesi vissuti nei campi, dove per necessità tutto è organizzato,hanno dovuto metterci tutta la volontà e l’impegno per collaborare con gli altri e far funzionare le cose.
Otto docenti, per le quali si ringrazia la Dirigente Scolastica Fiorella Marcantoni, hanno tenuto corsi di ripasso di inglese, italiano e matematica che hanno aiutato i ragazzi a riprendere contatto con i ritmi della scuola e dello studio quotidiano.
Il programma del campus è stato apprezzato dai ragazzi anche per la sua varietà: il pernottamento al rifugio montano di Pesco di Iorio ha consentito l’avvistamento di cervi, orsi e cinghiali.
La gita a Roma con visita alla sede de Il Messaggero, e la seguente caccia al tesoro per le vie del centro guidata da SMS e MMS hanno lasciato tutti a bocca aperta.
La gara di cucina da campo (a legna!) ha scatenato la fantasia dei partecipanti nell’invenzioni di nuovi piatti; la serata davanti al falò tra balli e canti ha mostrato la grande vitalità di questi ragazzi, li ha divertiti e ha fatto superare loro la timidezza e il torpore di questi ultimi mesi.
Chiude il Presidente della sez. di Sora dell’Assoraider e direttore del Brownsea Park Ivano Tatangelo: probabilmente questi otto giorni di campo scout non rimarranno nella storia de L’Aquila, ma di certo hanno lasciato un segno importante nei cuori di tutti i ragazzi e le ragazze che lo hanno vissuto.